
Intervista ad Angelo Miranda, co-autore e curatore della Trilogia dell'Io Sono
Anno VI articolo n.1918
Riferimenti bibliografici titolo: Trilogia dell'Io Sono - autori: Conte di Saint-Germain, A.M. King, Cagliostro Editore: Bis Edizioni
Trento, 2 ottobre 2007. -
Arcangelo Miranda ci ha fatto visita nei giorni scorsi. Ghiotta l'occasione per l'intervista che pubblichiamo. Arcangelo, pur essendo una sorpresa, non ha bisogno di presentazioni, i lettori meglio lo scopriranno dalle sue parole.
Claudio Taverna
Sig. Miranda, grazie di essere qui per questa intervista; ho notato che il suo libro è da circa un anno, da quando è uscito, in cima alle classifiche di vendita. Eppure è il suo primo libro: come spiega questo fenomeno.Arcangelo MirandaDott. Taverna, sono io che ringrazio lei per questa opportunità di parlare agli altri.
Sì, è vero: questo libro è da novembre 2006, da quando è uscito, che è in cima alle classifiche di vendita del suo settore, cioè quello del genere esoterico o spirituale, che dir si voglia.
Innanzitutto è un libro di settore, ma le informazioni possono interessare tutti poiché la TRILOGIA DELL’IO SONO è un libro che parla di noi, della nostra condizione di essere spirituale caduto nella materia, degli aspetti della trappola della realtà e degli strumenti per riacquistare la nostra condizione originaria.
C.T. Cosa intende con “condizione di essere spirituale”, con “trappola” e con il concetto di liberazione?
A.M. Come ha potuto notare la Trilogia è un elegante mix di tre testi: IO SONO, IO SONO DIO e IO SONO COLUI CHE È. Il primo è un documento che ha visto la luce agli inizi del ‘900 negli Stati Uniti, il secondo è un testo originale di un filosofo moderno che non vuole ancora rivelarsi e di nome A.M. King, mentre il terzo testo è una revisione in chiave esoterica di un documento scritto originariamente dal Conte di Cagliostro.
Ebbene, tutti e tre i testi sono di genere gnostico, cioè intendono fornire gli strumenti necessari per poter far si che l’uomo possa elevarsi alla sua condizione originaria di spirito che per mezzo di un corpo fa esperienze nell’universo fisico.
Parliamo, in definitiva, di riacquistare lo stato originale, quello edenico, in cui l’uomo era coscientemente collegato alla propria divinità interiore, quindi prima che la perdesse e che si sentisse nudo e si rendesse conto di essere solo un corpo di carne, così come dichiarato anche nella Genesi.
Dobbiamo tener presente che gli antichi testi sono come dei “commenti in diretta”, tipo un telegiornale, che intendevano informarci di accadimenti, per cui questi accadimenti possono non essere necessariamente collegati per tutti i tasselli l’uno all’altro; in pratica alcuni tasselli possono mancare.
Ogni filosofia ed ogni tradizione possiede queste radiocronache. In oriente, per spiegare questo evento, c’è una leggenda in cui si dice che gli uomini, non apprezzando la propria divinità, suscitarono le preoccupazioni di Brahma, il capo degli dei. Questi chiamò a consiglio di dei per trovare un modo con cui si potessero responsabilizzare gli uomini, così che ci fu una prima proposta da uno degli dei il quale disse di nascondere la divinità dell’uomo sulla cima più alta della Terra. Brahma rispose che in futuro, per mezzo della tecnologia, l’uomo avrebbe trovato il modo per giungere a quelle altezze sopperendo al freddo ed alla mancanza di aria e, trovata la divinità, l’avrebbe poi distribuita a tutti con il risultato che a seguito dell’impegno di pochi, tutti ne avrebbero usufruito. L’ipotesi fu scartata. Allora un altro degli dei del consiglio propose di nasconderla nelle più immense profondità dei mari, ma Brahma disse che anche lì l’uomo, un giorno aiutato dalla tecnologia, sarebbe giunto distribuendo il risultato dell’impegno di pochi a tutti.
A quel punto gli dei non sapevano più a cosa pensare.
Dopo un po’ fu stesso Brahma a trovare la soluzione; disse: nasconderemo la divinità dell’uomo nell’unico posto in cui non penserà mai di andarla a trovare, cioè dentro se stesso.
Questa è la storia orientale e la risposta a questa ricerca sono esseri avanzati quali Gesù, Buddha, Saint-Germain, Cagliostro ed altri. Questi esseri hanno trovato la propria divinità ed hanno tentato di spiegare ad altri come fare a recuperarla dentro se stessi.
Quindi la mela o il mancato apprezzamento della propria divinità, non sono necessariamente degli “atti compiuti”, bensì solo dei modi in cui si rende possibile la comprensione dell’evento; magari in un panorama diverso dal giardino, magari in una panetteria, la mela sarebbe stata sostituita da un pezzo di pane speciale. Questo è il modo corretto in cui vedere la cosa.
C.T. Beh, da questo punto di vista, la storia cambia completamente. Ma le sue esperienze in merito?A.M. Questa era una domanda che mi aspettavo. In realtà la Trilogia dell’Io Sono è praticamente la mia esperienza. È da un po’ di anni che mi interesso del recupero dei potenziali umani e la Trilogia è il risultato della mia conoscenza, ma anche lo strumento per mettere gli altri in condizioni di pervenire a questa conoscenza.
C.T. In parole povere quale conoscenza?
A.M. Gesù nel vangelo di Marco disse che anche noi, se avessimo compreso le cose che comprese lui, avremmo potuto fare le stesse cose che lui faceva se non anche di più grandi. Ebbene, quando usciamo dalla trappola dell’identificazione del nostro corpo a favore della nostra identità in quanto spirito, allora la vita stessa si trasforma in un miracolo quotidiano.
Le religioni potrebbero essere ottimi strumenti se non utilizzassero i seguaci per i loro scopi di potere ed il modo in cui principalmente si ottiene ciò è di far credere che la vita si debba svolgere in un corpo di carne, soggetto al dolore ed a situazioni esterne; la ricorrente immagine di Gesù sofferente in croce la dice lunga.
È proprio questo che porta la totale negazione della propria esistenza in quanto spirito a favore di una falsità, poiché fittizio è l’insegnamento; ciò è sufficiente a cancellare negli individui il concetto della propria natura spirituale, avendo associato tutto ciò che è spirituale con il controllo che tali poteri esercitano.
C.T. Allora quando ci riconosciamo come spirito, cosa accade?A.M. La sua domanda porta a presentare il vero valore aggiunto del libro Trilogia dell’Io Sono che è la conclusione il cui titolo è MATRIX, A CIASCUNO LA PROPRIA ILLUSIONE.
Si tratta di un trattato di meccanica quantistica dove la Scienza spiega lo Spirito e dove lo Spirito incontra la Scienza.
La meccanica quantistica, che è la scienza dell'infinitamente piccolo, giunge a questa sconcertante conclusione: che alla base di tutta la materia non c’è niente di materiale, ma solo un oceano di idee dette potenziali; a questo punto è solo l’osservatore che consente ad un’idea, potenzialmente in grado di esistere, ma ancora non in stato di manifestazione, di nascere nell’universo fisico.
Ebbene, l’osservatore siamo noi e la parola osservatore ha per radice la parola servo che Gesù usava anche lui.
Cosa fa l’osservatore? Semplicemente osserva, proprio per la natura intrinseca del suo essere e per mezzo dell’osservazione da luogo alla realtà. Ecco che portare un uomo a riconoscersi come spirito, lo innalza dal ruolo di pensato al ruolo di pensante.
Voglio però essere più chiaro. L’uomo crede di pensare, ma in realtà un sistema di regolazione biologico chiamato Asse ipofisario-ipotalamico, pensa per mezzo del corpo dell’uomo.
Il filosofo Friedrich Nietzsche disse: Viviamo nella presunzione di “pensare” mentre è possibile che noi “veniamo pensati”. Chiunque può, da una enciclopedia, capire in modo immediato come funziona questo meccanismo. In realtà questo sistema ipotalamo-ipofisi funziona solo per mezzo di stimoli ambientali e, le assicura, è in funzione in modo compulsivo 24 ore al giorno. Quando l’uomo crede di pensare, in realtà sta elaborando OGGI dati di IERI e ne trae conclusioni logiche.
Ma il PENSIERO, secondo la definizione dei mistici e dei filosofi, è lo strumento con cui un individuo pone in manifestazione la volontà del proprio dio interiore.
Essendo l’uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio, contiene la sua volontà e lo scopo dell’uomo è quello di manifestare questo volere; il farlo o il non farlo, porta armonia o disarmonia nella vita della persona.
Qualcuno potrebbe obiettare che siamo schiavi del nostro essere, ma non è affatto così poiché NOI SIAMO IL NOSTRO ESSERE e manifestare noi stessi porta a riconoscersi come dio. Questa è la gnosi, cioè la morte dell’ego alterato in favore dell’IO SUPERIORE e questo è il modus operandi: ridurre quella cosa chiamata “io” a favore del Grande Io e questo è ciò che viene affermato nelle parole di Giovanni il Battista quando, alle rive del Giordano, vide Gesù e disse: Io (l’ego alterato) devo diminuire e LUI (l'IO SUPERIORE) deve aumentare e di cui non sono neanche degno di sciogliere i legacci dei sandali.
Ebbene, questo IO SUPERIORE è il CRISTO. L’errore che si continua a fare è di chiamare Gesù Cristo, non Gesù il Cristo. Per cristo si intende cristallino, cioè un individuo che ha ripulito il proprio ego alterato, la propria personalità, per cui esprime liberamente, in modo cristallino, se stesso.
Tutti noi, quando ci liberiamo dei filtri nella nostra mente dovuti a credenze non rispondenti alla nostra vera natura, diveniamo cristi. Anche Krishna, in oriente, non è un nome, bensì il titolo di uno stato raggiunto e significa, in quella lingua, cristo.
In quest’ottica deve vedere il significato della favola di Pinocchio, fortemente esoterica, in cui il legno diviene carne in parallelismo dell’uomo di carne che diviene spirito. Non facciamoci passare sottogamba che il padre di Pinocchio faceva il falegname e che si chiamava Geppetto…
C.T. Può essere più chiaro sulla questione illusione?A.M. Gli antichi dicevano che l’uomo vive nella trappola di Maya.
Il punto cardine della Trilogia dell’Io Sono è che questo universo materiale è un’illusione. Stiamo sognando in modo così reale che siamo rimasti bloccati nel sogno. È come un attore che rimane bloccato nel suo ruolo ed è sempre costretto a recitare; ma questa non è la nostra vera natura. Le leggo una parte direttamente dalla Trilogia.
Tutto ciò che esiste, un libro, i suoni, le persone ecc. è dovuto ad un processo di proiezione mentale costruito dalla mente, la nostra “macchina dell’immaginazione”. Le vibrazioni, trasmesse attraverso gli organi di senso al cervello, arrivano alla nostra mente che le ricostruisce sotto forma di immagine, che noi percepiamo e che riproiettiamo fuori di noi; ed appunto tale proiezione produce l'impressione di un mondo "reale".
Ma l’impressione del mondo come lo percepiamo, con gas, liquido, solido, persone ecc. è pura illusione.
Il mondo in cui viviamo è come un ologramma ed è, quindi, qualcosa di virtuale che si compone e si scompone miliardi di volte al secondo; ne consegue che gli oggetti che vediamo fuori di noi non vi si trovano affatto!
La mente produce l'interazione tra spirito e materia e, inoltre, proietta i risultati di tale interazione fuori di sé, quali immagini virtuali. Questa proiezione all'esterno da parte della mente crea l'illusione che il mondo, che consideriamo reale, esista davvero!
Tutto è immagini percepite tramite la vista spirituale, che ci dà l'idea di movimento.
Come Esseri spirituali non abbiamo una posizione nello spazio, né ci muoviamo, ma ne creiamo l'apparenza tramite la proiezione d’immagini, senza esserne consapevoli, credendo di essere quel corpo (un'immagine, se pur molto complessa), che apparentemente si muove in uno spazio (altre immagini).
Questa identificazione con il corpo, il fatto di credere di essere il corpo stesso, è così una certezza certa in noi che, insieme alla credenza dell'esistenza illusoria del mondo, costituisce di fatto la nostra prigione senza sbarre e carcerieri.
Un Essere spirituale ha poteri inimmaginabili e l’unico suo limite è il livello di identificazione con il suo corpo e poi con le sue creazioni. In qualità di spirito è sempre più grande delle cose che è in grado di creare, poiché ogni cosa viene da lui.
Il credere che sia un corpo che si muove in uno spazio è il modo in cui lo si imprigiona se lo si porta a dimenticare la sua vera natura spirituale. Chi o che cosa fa sì che questo avvenga fa parte della ricerca del “perché” della vita umana.
Un meraviglioso film è The Truman Show: tru-man sta per uomo-verità (tru assomiglia alla pronuncia della parola verità in inglese) ed è il protagonista, mentre Christoff è il cattivo, il burattinaio. La parola Christoff suona come cristo-off, comunicazione spenta con la coscienza cristica, l’IO SONO.
Tutti noi siamo prigionieri ed ipnotizzati come sull’isola di Truman e, per quanto grande possa essere, quest’isola è il nostro piccolo universo materiale nel quale siamo convinti che tutto è veramente così. Risultato: si fortifica in noi l'idea che la vita è quella e solo quella e non pensiamo neanche ad elaborare un piano di evasione perché di fatto non pensiamo neanche minimamente di essere in trappola.
Ma a volte il “meccanismo” s’inceppa e qualcuno può cominciare a chiedersi se il mondo è effettivamente tutto così, o se c'è dell'altro. Da quel momento entriamo in crisi e desideriamo altre risposte alle domande sulla vita: chi sono?, da dove vengo?, dove vado?, perché sono qui?
Sono sprazzi che non possono giungere a noi dalla nostra personalità, che è impegnata continuamente nel confermare la prigione. Quindi, da dove giungono queste domande? È il nostro IO SONO che batte, batte, batte…
C.T. Davvero molto interessante. È una versione molto profonda che nonostante mi sembri terribile, mi da un senso di liberazione; è come se mi sentissi più vivo e più causa sulla vita.A.M. Vede dottor Taverna, quando milioni di anni fa perdemmo la coscienza di chi eravamo, lo facemmo per mezzo dell’oblio, per mezzo di una mela, la mela di Biancaneve, che ci fece perdere la coscienza di sé. Ma perdere la coscienza non può farci alterare la nostra natura che essendo spirito è immortale ed indissolubile, ma solo farci variare il comportamento. Per cui, come logica conseguenza, noi siamo sempre ciò che siamo dall’inizio del tempo e per nostra natura siamo spirito, immortale ed indissolubile e siamo la sorgente stessa dell’Amore. Per questo ho coniato un detto che recita: “Siamo condannati ad essere felici, tanto vale cominciare da subito”. Il nostro essere, prima o poi, inevitabilmente, ci si rivelerà in tutto il suo infinito splendore.
Infatti, prima ho parlato dell’Asse ipotalamico-ipofisario che occlude il nostro vero pensare, il manifestare nel mondo la volontà del nostro essere e voglio ancora dire che, a livello organico, questo sistema attiva il sistema oppioide, un sistema anestetizzante; infatti la morfina, che si usa ai malati terminali per attenuare il dolore, è un oppioide. Ma quando ci svegliamo alla consapevolezza del nostro essere questo sistema si blocca e prende il sopravvento un altro sistema di regolazione, quello cannabinoide e questo è quello che ci provoca la guarigione da qualsiasi malattia poiché è retto non più dall’ipofisi, ma dalla ghiandola pineale e questa è il Santo Graal biologico da cui bere il nettare dell’immortalità. Di questo ne parlerò nel prossimo libro IO SONO IMMORTALE.
Ma ritornando alla questione oppioide, fu per tale motivo che Gesù esortava gli uomini a SVEGLIARSI, poiché di fatto l’essere umano non pensa, non manifesta il proprio essere, ma semplicemente elabora dati e trae conclusioni logiche. Questo è il motivo per cui il mondo non ha amore e si pensa matematicamente solo a se stessi escludendo gli altri. D’altronde non si può essere servi di due padroni, dell’ipofisi e della pineale; non è tecnicamente possibile.
C.T. Miranda, a volte parla come un sacerdote. Ma ha mica intenzione di divenire il leader di una nuova religione?A.M. No dottore, assolutamente. Le miei parole sono riferite solo in un ambito sociologico. Riconoscere la vera natura dell’uomo deve essere un fatto quotidiano e non deve essere esclusiva di un qualcosa che si chiama chiesa da usare la domenica mattina a messa.
Per quanto mi riguarda le mie parole non hanno nulla di religioso nel senso canonico del termine, ma mirano solo ad usare parte di ciò che è già reale alle persone al fine di traghettarle sull’altra sponda del Giordano, alla Terra di Canaan dove scorre latte e miele, cioè nelle terre del nostro spirito, del nostro essere e ciò lo faccio informando le persone.
Ma si rende conto che la ghiandola pineale è la chiave della vita e quando un endocrinologo esce dall’università conoscenza di solo sei ghiandole endocrine e non sa nulla della settima che è la pineale? Ma le sembra possibile che la pineale, così come descritto negli antichi testi orientali, ma anche in alcuni più moderni, possiede la capacità di regolare 960 funzioni organiche, mentre le altre, tutte le altre, si è no insieme, possono regolarne solo un centinaio?
Ma le sembra questo qualcosa di socialmente accettabile? Sa che c’è una relazione dimostrata tra soppressione della ghiandola pineale con cancro e malattie mentali? Qui c’è poco da essere religiosi e dobbiamo solo avviare un’azione sociologica affinché le persone non pensino più solo a se stesse –attivando l’Asse ipofisi-ipotalamo- bensì che attivino il sistema cannabinoide retto dalla pineale. Il risultato sarà un mondo migliore degno di essere denominato società civile.
Ora le dico come di fa: una persona che ama, produce nell’atrio destro del suo cuore un ormone chiamato ANP il quale mette in funzione la pineale e blocca l’ipofisi con il relativo carico di sofferenza e di dolore che è proprio di quel sistema.
Questo è l’argomento cardine del prossimo libro il cui titolo è IO SONO IMMORTALE.
C.T. Miranda, vedo che le sue conoscenze spaziano dal campo spirituale e gnostico a quelle scientifiche di medicina a quelle sociologiche e dalla Trilogia dell’Io Sono mi rendo conto che c’è dell’altro. Le chiedo allora se ci sono altre opere in programma?A.M. Sì dottor Taverna; ho detto che la Trilogia dell’Io Sono affronta il tema della REALTÀ e quindi di come viene recepita dall’essere e nel quadro di un sistema completo, ci sono altri due testi in cantiere di cui uno si interesserà della metodologia di come portare un corpo in condizioni di massima efficienza in modo che una mente sana può svilupparsi in un corpo sano, mentre il terzo tratterà in profondità il metodo di riconoscimento di se stessi in quanto essere spirituale; in definitiva parla di ascensione.
Per le novità e per altre informazioni è possibile visitare questi due siti:
www.trilogiadelliosono.it che è, chiaramente, il sito del libro ed inoltre il sito
www.comprensione.it che è il sito dove argomento le mie esperienze sotto forma di Scuola gnostica. Voglio comunque precisare che non esiste alcuna scuola nel senso giuridico del termine, ma questo è solo il modo in cui presento agli altri le miei esperienze e le mie tecniche.
L’unico mio desiderio è informare gli altri e con la Trilogia dell’Io Sono ci sono riuscito; lo so dagli innumerevoli commenti che mi pervengono quotidianamente.
C.T. Cosa possiamo dire al pubblico circa i contatti da poter mantenere con lei? A.M. Per chiunque voglia mantenere contatti con me, è sufficiente andare sui siti che ho citato prima ed usare la posta elettronica oppure iscriversi gratuitamente alla NEWSLETTER, un metodo per ricevere periodicamente informazioni e sviluppi del mio progetto dell’informare le persone che è il mio desiderio più brillante.
Spero che a seguito di questa intervista, altre persone possano aprire il proprio cuore per mezzo di una nuova speranza.
Probabilmente a fine novembre ci saranno qui in Trentino due mie conferenze; invito le persone ad iscriversi alla NEWSLETTER dai siti così che si può essere informati anche di questo evento. Questo è uno degli usi della nostra Newsletter.
C.T. La ringrazio per questa intervista, sig. Miranda.A.M. Mi auguro che i suoi lettori siano felici di aver letto il mondo con una nuova ottica sulla vita. Grazie a lei dottor Taverna.
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Salute e inquinamento in Valsugana
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Dalledonne e la politica del doppio gioco
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