
Truffe e furti a danno degli anziani
Anno VI articolo n.3740
I consigli di Luigi Ferone
Trieste, 9 settembre 2010. - In Italia e nella nostra Regione, purtroppo, sono in aumento gli episodi di truffe e di furti ai danni degli anziani. A perpetrare questi reati sono sempre più spesso vere e proprie organizzazioni criminali, dedite a forme di reato nei confronti di chi è più debole. Le persone anziane, infatti, vivono spesso in solitudine, soprattutto nelle grandi città, e sono quindi più disposte a dare confidenza e fiducia a qualcuno, anche sconosciuto, che mostri interesse verso di loro.
Come possono difendersi gli anziani? Innanzitutto adoperando alcuni accorgimenti consigliati dalle forze di polizia (
www.poliziadistato.it):
1) non aprire la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità o di enti previdenziali, ma verificare con una telefonata da quale ufficio sono stati mandati e per quali motivi;
2) farsi accompagnare da qualcuno ad effettuare operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale o al bancomat; durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermarsi mai a parlare con sconosciuti e non farsi distrarre, anche se l’interlocutore è una persona distinta e affabile;
3) è importante poi denunciare con tempestività alle forze dell’ordine la truffa subita senza vergognarsene: questo aiuterà l’individuazione delle più ricorrenti forme di inganno, i luoghi e i modi di attuazione e favorirà l’identificazione dei responsabili e la prevenzione di nuovi reati.
E’ chiaro che ci vuole anche un intervento deciso da parte dello Stato. Il Governo e il Parlamento devono incrementare i fondi per la sicurezza e consentire una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio; promuovere in tutti i Comuni il volontariato, svolto anche dalle persone anziane; diffondere tra i pensionati le informazioni utili a prevenire i reati; installare più telecamere di sorveglianza nei luoghi di maggior pericolo; modificare il codice di procedura penale consentendo agli investigatori l’uso dei più efficaci strumenti di indagine, quali le intercettazioni telefoniche e ambientali, il cui uso è oggi riservato ai reati associativi; ed infine inasprire le pene, e renderle certe, per chi approfitta della buona fede degli anziani, a cominciare dall’approvazione della proposta di legge presentata dal Partito Pensionati già dal 2004 che prevede l’introduzione di una nuova aggravante comune all’art. 61 c.p. al fine di punire più severamente chi compie reati contro anziani e pensionati.
I nostri anziani sono la memoria storica del popolo, rappresentano le nostre radici e vanno protetti con leggi penali severe e strumenti investigativi adeguati alle nuove esigenze di tutela.
Luigi Ferone
Consigliere Regionale FVG
del Partito Pensionati
Contro le truffe agli anziani · Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un'uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità.
· Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo.
· Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente.
· Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
· Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
· Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio o cercate un poliziotto ovvero una compagnia sicura.
· Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre.
· Ricordatevi che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato.
· Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.
· Per qualunque problema e per chiarirvi qualsiasi dubbio non esitate a chiamare il 113, saremo felici di aiutarvi!
Consigli per i figli, nipoti e parenti stretti · Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro problemi quotidiani
· Ricordategli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fategli capire che è importante chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa oppure contattare il 113 o il 112.
· Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, hanno bisogno di voi.
Consigli per i vicini di casa · Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate ogni tanto con loro quattro chiacchiere. La vostra cordialità li farà sentire meno soli.
· Se alla loro porta bussano degli sconosciuti esortateli a contattarvi per chiarire ogni dubbio. La vostra presenza li renderà più sicuri.
· Segnalate al 113 o al 112 ogni circostanza anomala o sospetta che coinvolga l’anziano vostro vicino di casa .
Consigli per gli impiegati di banca o di uffici postali · Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una richiesta spropositata di denaro contante, perdete un minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un dramma.
· Spiegategli che all’esterno di banche ed uffici postali nessun impiegato effettua controlli.
· Per ogni minimo dubbio esortateli a contattarvi.
dal sito della Polizia di Stato www.poliziadistato.it
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Acciaierie Valsugana "apertura" de "L'Adige"
Anno VI articolo n.3739
Comunicato dell' ISDE Valsugana
Borgo Valsugana, 8 settembre 2010. - Non sorprende il lungo intervento del direttore delle Acciaierie, dr. Michielan, su L'Adige di oggi, il giorno prima della audizione delle III commissione provinciale.

Verranno sentiti, tra gli altri, i Medici per l’Ambiente e dove si dovrebbe predisporre un disegno di Legge che ponga fine alle distorsioni del nostro sistema legislativo provinciale che fino ad oggi è stato ritagliato su misura per l’impianto di Borgo che non riusciva a rispettare i limiti seppure generosi per i maggiori inquinanti organici e metallici.
Pensare male si fa peccato ma spesso non si sbaglia e solletica l’idea che tale intervento pubblicato con insolita enfasi (in cronaca di Trento a tutta pagina) sia teso ad influenzare i lavori della commissione stessa.
Al di là di queste che rimangono illazioni, è giusto ricordare come fatti concreti, che il direttore Michielan ha sostituito un collega a fine 2009, in quanto lo stesso era stato arrestato per traffico illecito di rifiuti, il più grave reato penale in materia ambientale vigente in Italia, e che tra qualche settimana affronterà un giudizio penale assieme ai titolari di Acciaieria Valsugana, di cui Michielan è dipendente, per emissioni fuori legge, sversamento di acque inquinate e falso, imputazioni alle quali si aggiungono altre accuse (in parte già oblate) di gravi violazioni in materia di tutela della salute degli operai.
Dipingere tutto ciò come semplici “peccati veniali” rivela quantomeno una scarsa conoscenza teologica oppure una franca malafede. Dimostra inoltre come inquinare convenga, complici norme il cui apparato sanzionatorio, come oramai è noto a tutti, non è sufficientemente deterrente.
Tuttavia la ragione del nostro intervento è dovuta al riferimento fatto dallo stesso direttore alla nostra etica professionale ed al nostro supposto interesse politico.
Quest'affermazione è solo un gratuito insulto se consideriamo che i Medici per l’Ambiente lavorano volontariamente seguendo la propria etica professionale ed il proprio codice deontologico, con azione che non è improntata alla logica del profitto che invece permea e caratterizza l'attività dell’acciaieria e del suo direttore che con uno stipendio di alcune centinaia di migliaia di euro all’anno può anche permettersi una difesa improbabile che ha più il sapore di una velina pubblicitaria che di un discorso ragionevole.
Siamo convinti che in questo momento con un processo pendente che riguarda tutti i vertici aziendali, un sequestro giudiziario che è lungi dall’essere stato revocato, un'indagine per disastro ambientale in corso che li vede come principali indagati, un consiglio provinciale chiamato a decidere delle leggi per riparare a una legge ad personam, sarebbe stato senza dubbio di buon gusto rimanere in un saggio silenzio in attesa del giudizio.
Non è poi la prima volta che l'azienda afferma di essere in regola, il che è tanto irrilevante quanto stucchevole dal momento che la fabbrica è sotto sequestro.
Nessuna evidenza scientifica può avallare la presenza di un impianto praticamente in mezzo alle case, specialmente se non può garantire i migliori sistemi di abbattimento degli inquinanti che sono la segregazione totale del forno (elephant-house) e i filtri a carboni attivi. Quanto alla salute degli operai sarebbe ora che siano rese pubbliche le note dell’UOPSAL (APSS) sulle importanti violazioni (relative a un decennio) in materia di salute sul lavoro con le conseguenze che possiamo immaginare.
ISDE Valsugana
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IVA su TIA, tre (monti) volte bugiardi.........
Anno VI articolo n.3738
Sulla Tia il governo prende in giro tutti, compreso il presidente della repubblica
Trento, 8 settembre 2010. - Ci siamo occupati, non solo a dar voce a chi ha combattuto e sta combattendo una dura battaglia per la difesa degli interessi dei cittadini e del diritto. Ci siamo impegnati anche noi in questa battaglia che continueremo a fare affinché il sopruso, come in questo caso praticato dal governo e dalle istituzioni, non sia legittimato da una generale acquiescenza ed inerzia che alla fine diventano connivenza e della complicità.

Sulla Tia, sulla sua natura giuridica, dopo le pronunce delle supreme magistrature dello Stato che l'avevano certificata alla stregua di una tassa, è intervenuto il governo con il D.L. n. 78/10 del 31 maggio 2010 con il comma 33 dell'art. 14, "interpretando autenticamente" che la Tia sia invece il corrispettivo per la prestazione di un servizio e non una tassa (il parlamento ha convertito il decreto in legge e il capo dello Stato quella legge ha promulgato).
Sulle questioni giuridiche rimandiamo al nostro precedente articolo "
"Iva su Tia, non tutto è perduto .... Anzi!"
Ritorniamo, invece, alla questione politica che dimostra come i cittadini siano stati beffati, come le sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, siano state aggirate.
In questa "collettiva" presa in giro sono tutti responsabili: l'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni italiani), il governo, il parlamento e i singoli parlamentari (tranne quelli che si sono battuti, molto pochi per la verità e quelli che per ragioni di schieramento hanno votato contro la fiducia che il governo aveva posto sul medesimo decreto). Tutti responsabili, dunque, tranne il capo dello Stato che per Costituzione è "irresponsabile".
Eppure, ci risulta che il capo dello Stato sia stato allertato dal responsabile nazionale del dipartimento economico del Partito Pensionati. Ne demmo notizia con l'articolo del 22 luglio "
"Claudio Taverna: sulla Tia intervenga Napolitano"".
A questo proposito, la risposta (SGPR 06/08/2010 0082509 P) dell'on. Giorgio Napolitano, affidata al suo consigliere per gli affari giuridici e le relazioni internazionali si limitò a comunicare che copia dell'istanza di Taverna era stata trasmessa "alla particolare attenzione del Ministero dell'economia e delle finanze" e a trasmettere "il testo della relazione con il quale il governo illustra al parlamento le sue motivazioni".
In questa relazione (una decina di righe, non di più) il governo giustifica la necessità di una norma interpretativa optando per la natura patrimoniale e non tributaria della raccolta rifiuti, annullando la restituzione ai cittadini di un miliardo di euro ca per un'imposta pagata ma non dovuta, sulla base di una supposta ma non provata contrapposizione tra Corte di Cassazione e Corte Costituzionale sulla natura giuridica della Tariffa di igiene ambientale. Per il governo la Corte di Cassazione propende per assegnare alla TIA natura di corrispettivo mentre la Corte Costituzionale matura tributaria. La spiegazione del governo non è veritiera, ma palesemente falsa, degna solo di chi vuol fare l'azzeccagarbugli.
Precedenti"Claudio Taverna: "Sulla Tia, intervenga Napolitano""
"Iva su Tia, nuova diffida dello "Scudo"""Iva su Tia, non tutto é perduto...... Anzi!""Archiviazione" Trenta spa, fissata l'udienza al 21 settembre 2010""NO Iva su TIA. Boia chi molla!""Tremonti peggio di Bokassa""Rimborso Iva su Tia, interrogazione di Firmani""Restituzione Iva su Tia, la riserva del giudice di pace di Trento""Dagli schermi di Canale Italia, duro attacco di Claudio Taverna all'on. Maurizio Leo""La Trenta spa ha torto!"
"Enti gestori della raccolta rifiuti, indagine ancora aperta""Rimborso Iva su Tia. La difesa di Trenta""Restituzione Iva su Tia, rinviata l'udienza""Restituzione dell'iva sulla Tia. Fissata l'udienza al 1° marzo 2010""Rimborsi IVA su TIA, il giudice competente è quello civile""Trento: La Procura della Repubblica indagherà sugli enti gestori della raccolta rifiuti""Il Partito Pensionati in audizione ieri al Senato""Indecente scaricabarile, si continua ad applicare l'Iva sulla Tia""Lo Scudo "Compensazione automatica sulle fatture della Tia""Rimborsi Iva su Tia: "Lo Scudo all'attacco"""Trento, rimborsi sulla raccolta dei rifiuti. Intervenga il Garante del Contribuente""La Corte Costituzionale "Tia e Tarsu sono tributi""Iva sui rifiuti, si allarga la protesta alla Vallagarina e alla Val di Non""Iva sui rifiuti? Scende in campo l'Associazione "Lo Scudo"""Basta Iva sui rifiuti"
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