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Attualità
Mori: campionati nazionali giovanili di ciclismo, tutto molto bene....

Rovereto, 6 settembre 2010. - Grandissimo successo ai Campionati Italiani di ciclismo su pista al velodromo di Mori, iniziativa per la quale si era “votato” l’ex assessore allo sport Bruno Bianchi, cui vanno tutti i ringraziamenti pubblici se tale evento, in questa estate, si è potuto svolgere a Mori.

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Pasta Rita
Spaghetteria Pizzeria Antichi Sapori

La spaghetteria “Antichi Sapori” viene aperta per la prima volta nel 1997, gestita dalla famiglia Modena si trova nel centro del piccolo comune di Aldeno (TN). Web: www.pastarita.it

Doss Trento NET
DossTrento.NET l'informazione della città ora si fa libera.

Esteri
54° Anniversario della sciagura di Marcinelle (Belgio)

Milano, 8 agosto 2010. - L’8 agosto 1956 - ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo - deve essere impresso nella memoria di tutti gli italiani.

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Accadde Oggi

Data: 10/09/2010
Ora: 01:11
Accadde Oggi:
* 1945 - Vidkun Quisling viene condannato a morte per aver collaborato con la Germania Nazista.

Cronaca
E' un Fini o un mezzo?

Milano, 7 settembre 2010. - C’è una cosa che interessa pochissimo a tutti, appassionati come sono - tutti - solo al futuro della legislatura. È questa: se Gianfranco Fini, cioè, domenica abbia semplicemente detto il vero o no, questione che viene messa in secondo piano rispetto alle conseguenze delle sue parole e all’opportunità che le pronunciasse.

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iPhone: Il grande fratello si è fatto telefono!

Negli ultimi tempi l'attenzione dei consumatori verso il Trusted Computing, comunemente detto "Palladium", è andata progressivamente calando. Niente più accese discussioni nei forum, nelle mailing list e nemmeno sui giornali. Questo "stallo mediatico" sembra aver incoraggiato Apple a ritornare sui suoi passi e a rispolverare la politica d'impiego del Trusted Computing a lei tanto cara…L'azienda della mela ha infatti incorporato all'interno del firmware del processore ARM 1176JZF (cuore pulsante di iPod Touch, iPhone e iPhone 3G) tutte le sinis

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TgEU
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Versioni non ufficiali

Le verità nascoste della Missione Arcobaleno


Anno VI articolo n.2802


Amare considerazione di Lucio Marengo

Bari, 1 novembre 2008. - Sono stati necessari nove anni per predisporre un rinvio a giudizio di 17 presunti responsabili dello scandalo della missione arcobaleno, scoperto grazie alla telefonata pervenutami dalla dott.ssa Francesca Folda di Panorama su indicazione di un cronista della Gazzetta.

Lucio Marengo Se non avessi fiducia in questa nostra Magistratura, parlerei con tanta rabbia, di farsa, di strane circostanze, di candidature necessarie,o” gratificanti per meriti”.
Nove anni per le indagini, per uno scandalo del quale l’Italia ha dovuto vergognarsi difronte al mondo intero, per vedere il tutto concludersi a tarallucci e vino con la emarginazione politica trasversale solo di chi scopri’ quello scandalo.
I 17 responsabili saranno tutti prosciolti per decorrenza dei termini, per prescrizioni, indulti e quant’altro servira’ per cancellare definitivamente una delle più sporche pagine della storia di questo nostro povero e generoso Paese.
Non serve neppure esprimere risentimento nei confronti di certa stampa che mistifica le verità ignorando volutamente la cronologia dei fatti; quello che è mortificante è il silenzio assenso di chi oggi dovrebbe svolgere un ruolo di controllo e non lo fa.

Lucio Marengo





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Versioni non ufficiali

Lavori usuranti


Anno VI articolo n.1983


Tra realtà e tutela giuridica

Trento, 25 ottobre 2007. - Sono tornato con un articolo che voglio dedicare ai lavori usuranti. Anzi, per esser più chiaro e preciso, in realtà voglio solamente prendere posizione relativamente alla questione dei 'lavori usuranti.

Cesare DamianoPremessa fondamentale ed indispensabile: sono chiaramente (e fieramente) figlio di operai, e quindi estremamente di parte.
Cosa si deve intendere per lavoro usurante? È davvero molto difficile rispondere ad una simile questione. Il nodo principale da cui bisogna partire, in verità, credo sia questo: io faccio un lavoro usurante? Il pericolo di una valutazione pericolosamente scostata dalla realtà dei fatti, che non tenga conto di fattori oggettivi ed incontrovertibili, è infatti la più probabile in quanto ci si sente sempre chiamati in causa quando si parla di lavorare in un ambiente usurante. C'è infatti la distinzione, il cui confine è davvero labile (se mai ne esiste uno) fra usura intesa in senso fisico, ed usura intesa dal punto di vista psicologico. È certo innegabile l'esistenza di entrambe le tipologie, ma credo sia prioritario definire, prima di tutto, una lista di lavori assolutamente usuranti dal punto di vista fisico, indipendentemente dal possibile prolungato stress psicologico. Definita questa lista, si può passar al vaglio tutta la nutrita schiera di lavori potenzialmente usuranti per le nostre meningi. Quindi, prima di tutto, rispondiamo(ci) alla domanda: il mio è un lavoro fisicamente stancante? Se lavoro come muratore, probabilmente non c'è dubbio che il lavoro sia sicuramente stancante fisicamente. Sono dipendente di una ditta che si occupa di costruzione di strade, ponti, gallerie, e via dicendo, e svolgo una mansione di manovalanza? Bene, è sicuramente un lavoro stancante. Ovviamente la lista può andar avanti a lungo.
Chiediamo(ci) poi: un lavoro di tipo manageriale, impiegatizio, dirigenziale e via dicendo, può esser considerato usurante dal punto di vista fisico? La risposta è 'no', netta e semplice. Non voglio psicologi e psichiatri che vengano a spiegarmi la forte interdipendenza esistente fra il corpo e la mente, e le implicazioni che il malessere di uno di questi può causare all'altro. Non possiamo addentrarci in una simile disputa su un terreno così poco ben definito come la psicologia. Non c'è spazio per questo in un disegno di legge che dev'esser chiaro, preciso e deciso.
La lista di lavori usuranti preparata da Salvi era discretamente esatta: aggiungerei comunque i lavori che ho citato in precedenza (manovali, muratori) ed altre mansioni assolutamente non escludibili: l'operaio addetto alla catena di montaggio, per esempio; mi colpisce molto inoltre l'assenza della categoria dei 'camionisti', sia che operino in ambito nazionale, sia che operino in ambito UE. Non credo sia negabile lo stress causato dalla mole di ore lavorative svolte giornalmente da questa categoria. Non han forse diritto ad andar in pensione prima di un impiegato addetto all'amministrazione o alla contabilità analitica? Aggiungerei ancora molti altri lavori su cui non ci sarebbe neppure da discutere.
Passiamo ora al lavoro stressante dal punto di vista puramente psicologico: qui il campo d'azione è davvero enorme. Potenzialmente qualsiasi lavoro è psicologicamente stressante ed usurante, proprio per una caratteristica intrinseca del concetto di lavoro: lavorare non è bello. Questa poi è certo un'idea assolutamente discutibile e soggettiva. Non esiste un assioma relativamente ad una simile affermazione che si ponga come base di partenza per lo sviluppo di una teoria a prova di bomba. Il lavoro viene percepito emotivamente in maniera diversa non solo in base al tipo di mansione, direi anzi soprattutto in base al carattere della persona che lo svolge. Esistono persone soddisfatte del lavoro più umile esistente, e persone tristi o stressate nonostante ricoprano incarichi di alto livello in grosse compagnie o comunque ruoli di responsabilità che portano con se, oltre allo stress, anche soddisfazioni professionali, avanzamenti di carriera, e trattamenti economici più che adeguati.
Ci si deve quindi porre il problema dell'individuazione, se è possibile, di uno o più criteri che siano oggettivamente riconoscibili come i giusti parametri da utilizzare per inquadrare anche questa tipologia di lavori usuranti. Un indicatore potrebbe sicuramente essere... boh! È troppo soggettivo!
Posso solamente esporre la mia idea: inutile cincischiare su chissà che splendidi ragionamenti che affondano nella psicologia. I lavori che coinvolgono più o meno pesantemente il fisico del lavoratore sono da considerare usuranti. I lavori psicologicamente stressanti vanno valutati tenendo conto di altri fattori: per esempio, gli orari lavorativi. Può sicuramente risultare difficile gestire svariate centinaia di classi di bambini delle scuole elementari per decine di anni, ed è sicuramente un'esperienza stressante e pesante. Di contro, posso sicuramente affermare che la scelta di questo tipo di lavoro viene fatta per passione, non certo per lo stipendio piuttosto che per altri motivi. Ma, mettendo sullo stesso piano il lavoro di un docente universitario (è sbagliato farlo, ma è soltanto un esempio), chiediamoci: chi ha gli orari più vantaggiosi? Non è forse potenzialmente stressante anche il lavoro di docente universitario? Presi come sono dalle lezioni in facoltà, dalle attività di ricerca, dallo studio e dagli aggiornamenti, da convegni e seminari, da corsi di formazione, da consulenze esterne e mille altri incarichi, con conseguenti continui spostamenti territoriali, possono sicuramente esser stressati anche loro. Partendo dagli orari, però, direi che le maestre sono mille volte più fortunate; fra ferie, permessi, orario di lavoro, ponti e via dicendo, se dobbiamo fare il 'gioco della torre', mando prima in pensione un docente universitario!
Detto questo, prendiamo il docente universitario (anzi, la docente) ed una commessa di un negozio d'abbigliamento. Uno sguardo generale sulle mansioni di quest'ultima evidenzia: enorme ripetitività delle attività svolte quotidianamente (monotonia che può portare anche a vera e propria frustrazione); orari di lavoro generalmente pesanti (qui a Trento, tipicamente, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 dal lunedì al sabato, tranne lunedì mattina); stipendio non proporzionato all'impegno che questa mansione richiede (se è vero che si vive una volta, una commessa dedica metà della sua vita a gestir un negozio, od un reparto, per uno stipendio quasi impalpabile); e via dicendo...
Chi mando in pensione prima? Sicuramente la commessa!
Aggiungiamo a questo che il tenore di vita assicurato dalle varie mansioni è assolutamente diverso: la qualità di vita possibile per un docente universitario è mille volte superiore a quella ottenibile dal lavoro di commessa. Non è forse un prezzo che viene pagato nel corso di tutta la vita? Non è forse giusto che la commessa vada in pensione molto prima?
Vabbè, mi sono molto dilungato... andrei avanti ancora, ma lo farò un'altra volta... Per ora, meditate su questo: faccio un lavoro usurante? Lasciate da parte il naturale egoismo che vi viene dal cuore; cercate di avere un po' di empatia verso quelle figure che vedete tutti i giorni (manovali, gruisti, autisti, e via dicendo) e chiedetevi chi, fra voi e loro, è più fortunato... (ovviamente mi sto rivolgendo ai fortunati occupanti di ruoli impiegatizi, dirigenziali e via dicendo...)
Alla prossima!

Michele Gattamelata
gatto.michele@libero.it




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Debito pubblico, origini e sviluppo


Anno VI articolo n.1775


Il ruolo fondamentale delle banche

Trento, 3 agosto 2007. – Eccomi tornato! Quest’oggi tornerò ad occuparmi dell’affascinante ed assolutamente ripugnante storia delle banche e dello Stato. In verità lascerò parlare un autore molto più autorevole, esperto, erudito e chiaro di me. Chi è?
Ve lo svelerò alla fine.

Il debito pubblico si trasforma in una delle più possenti leve dell’accumulazione originaria. Come per magia, essa dona al denaro, improduttivo, la capacità di procreare, e così lo converte in capitale
Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia “….. Il sistema del debito pubblico, ossia dei debiti dello Stato, le cui origini possono essere rintracciate sin nel Medioevo a Genova e Venezia, si estese nel periodo della manifattura per tutta l’Europa, e trovò nel sistema coloniale, col suo commercio per i mari e con le sue guerre commerciali, la propria serra calda. In questa maniera attecchì soprattutto in Olanda. Il debito pubblico, vale a dire l’alienazione dello Stato – dispotico, costituzionale o repubblicano – imprime il suo marchio all’era capitalistica. L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazione che entri realmente nel possesso collettivo dei popoli è il loro debito pubblico. Donde, assolutamente consequenziaria, la moderna dottrina che un popolo diviene tanto più ricco quanto più si riempie di debiti. Il debito pubblico diviene ‘credo’ del capitale. E sorto l’indebitamento dello Stato, il peccato contro lo spirito santo, imperdonabile, cede il posto alla mancanza di fede verso il debito pubblico.

Il debito pubblico si trasforma in una delle più possenti leve dell’accumulazione originaria. Come per magia, essa dona al denaro, improduttivo, la capacità di procreare, e così lo converte in capitale, senza che esso debba andare incontro alla fatica e al rischio che comportano necessariamente l’investimento industriale o quelle usuraio. In effetti i creditori dello Stato non danno nulla, giacché la somma prestata viene convertita in obbligazioni che possono essere cedute senza difficoltà e che nelle loro mani funzionano ancora come altrettanta moneta contante. Tuttavia, pur non tenendo conto della classe di persone oziose, che vivono di rendita e che vengono generate in questa maniera, e della ricchezza improvvisata dei finanzieri, che fungono da mediatori tra governo e nazione – come pure non tenendo conto della ricchezza degli appaltatori di imposte, dei commercianti, dei fabbricanti privati, ai quali ogni prestito dello Stato appare per buona parte come caduto dal cielo – il debito pubblico ha fatto nascere le società per azioni, il commercio d’ogni genere di effetti negoziabili, l’aggiottagio, insomma ha creato il giuoco di Borsa a la moderna bancocrazia.

Sin dal loro sorgere le grandi banche, mascherate da pompose denominazioni e tramite i privilegi loro concessi potevano anticipare ad essi del denaro. Perciò l’accrescersi del debito pubblico trova una misura estremamente precisa nel progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo data dalla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo al tasso dell’8%; allo stesso tempo aveva avuto dal parlamento l’autorizzazione ad emettere moneta con questo stesso capitale, prestandolo nuovamente al pubblico sotto forma di banconote. Con queste essa poteva scontare gli effetti, fare anticipi su merci e acquistare metalli pregiati. Né passò molto che una tale moneta di credito fabbricata da essa stessa si trasformasse nella moneta con cui la Banca effettuava prestiti allo Stato e liquidava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Essa non solo dava con una mano per ricevere di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo sborsato. Mano a mano essa si trasformò per forza di cose nella riserva dei tesori metallici del paese e nel centro intorno al quale gravitava tutto il credito commerciale. Mentre appunto si cessava di mandare al rogo le streghe, in Inghilterra si cominciò a mandare alla forca i falsificatori di banconote. Gli scritti di quel tempo, p.es. quelli di Bolingbroke, fanno vedere quali conseguenze ebbe sui contemporanei l’improvvisa nascita di quella schiatta di bancocrati, finanzieri, rentiers, intermediari, agenti di cambio e lupi di Borsa.

Insieme ai debiti pubblici è sorto un sistema di credito internazionale che nasconde spesso una delle sorgenti dell’accumulazione originaria di questo o quel popolo. È così che le infamie del sistema di rapina veneziano rappresentano ancora una delle base segrete della ricchezza di capitale dell’Olanda, alla quale Venezia in decadenza prestò ingenti somme di denaro. Lo stesso si verifica tra Olanda e Inghilterra. Già al principio del XVII secolo le manifatture olandesi vengono soppiantate in grande misura, e l’Olanda ha perso il suo predominio industriale e commerciale. Per questo uno dei suoi affari più notevoli del periodo tra il 1710 e il 1776 diviene il prestito di grandi capitali, che finiscono per la maggior parte alla sua potente concorrente, l’Inghilterra. In maniera analoga vanno le cose oggi tra Inghilterra e Stati Uniti. Molto capitali che oggi compaiono negli Stati Uniti senza l’atto di nascita sono sangue di bambini che solo ieri è stato capitalizzato in Inghilterra.

Dato che il debito pubblico è basato sulle entrate dello Stato, che ne deve pagare gli interessi annui, ecc., il moderno sistema delle imposte è divenuto l’indispensabile complemento del sistema dei prestiti nazionali. I prestiti danno ai governi la possibilità di sostenere spese eccezionali senza che i contribuenti ne risentano direttamente, sebbene comportino un successivo aumento delle tasse.

Del resto l’aumento delle tasse causato dall’ingrandirsi del debito pubblico spinge il governo a nuovi prestiti allorché si presentino nuovi spese eccezionali. Il fiscalismo moderno, di cui le tasse sui mezzi di sussistenza di prima necessità (e perciò il loro rincaro) costituiscono il punto d’appoggio, racchiude quindi in sé il germe della progressione automatica. Per questo l’aumento delle tasse non è un incidente, ma il principio Questo sistema venne adottato per la prima volta in Olanda, e il gran patriota De Witt l’ha poi magnificato nelle sue Massime come il sistema migliore per rendere l’operaio ubbidiente, sobrio, lavoratore e…sovraccarico di lavoro. Tuttavia l’influsso demolitore che tale sistema esercita sulle condizioni dell’operaio salariato, ci interessa qui di meno della violenta espropriazione, da esso causata, del contadino, dell’artigiano, insomma di tutti i componenti la piccola classe media. Su questo non v’è da discutere, nemmeno da parte degli economisti borghesi. E la sua azione espropriatrice è rafforzata dal sistema protezionistico, che è una delle sue parti integranti.

La grande parte che spetta al debito pubblico e al suo corrispondente sistema fiscale nella capitalizzazione della ricchezza e nell’espropriazione delle masse ha spinto un certo numero di scrittori, quali Cobbett, Doubleday e altri a rintracciarvi a torto la causa prima della miseria delle popolazioni moderne.

Il sistema protezionistico fu un mezzo artificiale per fabbricare fabbricanti, per espropriare lavoratori indipendenti, per capitalizzare i mezzi di produzione e di sussistenza delle nazioni, per accorciare forzatamente la transizione dal modo di produzione antico a quello moderno. Gli Stati d’Europa si disputarono la paternità di questa invenzione e, dopo essersi messi al servizio dei fabbricanti di plusvalore, non si limitarono per questa a tartassare il proprio popolo, indirettamente con i dazi protettivi, direttamente con i premi d’esportazione, ecc., ma nei paesi posti sotto il loro dominio distrussero violentemente ogni industria; così, p. es., la manifattura della lana irlandese è stato distrutta dall’Inghilterra. Nel continente europeo il processo, dietro l’esempio di Colbert, fu assai semplificato. Qui il capitale originario dell’industriale deriva in parte direttamente dal tesoro dello Stato. – Perché – esclama Mirabeu – cercare tanto lontano le ragioni del fulgore delle manifatture nella Sassonia prima delle guerra dei Sette anni? 180 milioni di debito pubblico! – …“

Il brano è estratto da “Il Capitale” di Karl Marx… Consiglio a tutti vivamente di leggerlo e di tracciare un parallelo delle sue riflessioni (1867 e anni successivi per quanto riguarda “Il Capitale”) con i tempi attuali… In verità non è un libro semplice né leggero. Anzi direi piuttosto pesante da leggere, almeno se si parte con l’idea di dargli un’occhiata veloce. Vi sarà impossibile farlo, perché una frase è appesa all’altra, non dovete mai perdere il filo se volete capirlo per bene. Il tutto per circa 1500 pagine. Avrete bisogno di pazienza ed attenzione. Per il tempo, beh, non è un problema. Anche 10 pagine al giorno van bene. In fin dei conti, il mare è fatto di gocce, no?

Michele Gattamelata
gatto.michele@libero.it



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In Breve...



“Udine opportunità unica”
Udine, 9 settembre 2010. - Gabriele Angella: “Arrivo in punta di piedi, ma voglio dimostrare il mio valore”

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PABLO ARMERO E' UFFICIALMENTE BIANCONERO
Uine, 28 agosto2010. - L'Udinese Calcio comunica di aver acquisito a titolo definitivo i diritti sportivi del difensore ventitreenne colombiano Pablo Estifer Armero dalla società brasiliano della Sociedade Esportiva Palmeiras.

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Ciclismo: Moser jr, vittoria sulle orme di papa'
Trento, 26 agosto 2010. - Ha vinto la stessa gara in cui papa' Francesco ebbe il suo primo oro ai Mondiali, a Monteroni (Lecce) nel 1976, e papa' era li' in pista a guardarlo: la vittoria e' quella di Ignazio Moser, che ha conquistato il titolo italiano nell'inseguimento individuale juniores ai Campionati di ciclismo in corso a Mori.......

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“Fortemente Udine”
Udine, 11 agosto 2010. - Andrea Coda: “Ho espresso fin da subito il desiderio di voler giocare ancora con questa maglia. Ringrazio i tifosi per il loro affetto”

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Berlusconi ai finiani: «Rispetto per gli elettori o scelte dolorose»
Milano, 11 agosto 2010. - Il premier Silvio Berlusconi, a conclusione di una giornata di scontri verbali tra pidiellini e finiani, apprezza l’atteggiamento costruttivo espresso da alcuni senatori di Futuro e Libertà e, in una nota ufficiale, si augura che sia possibile una nuova «unità». Altrimenti saranno inevitabili «scelte dolorose e definitive».

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Montecarlo, la delega di Fini: l'ipotesi fondi neri
Montexarlo, 7 agosto 2010. - Ecco il documento che smentisce le truppe finiane, imbarazzate quanto e più del loro capo, sulla vicenda del­la casa monegasca, ereditata da An, venduta a una finanziaria off-shore e da questa a un’altra, e infine affittata al «cognato» di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani. Che, da parte sua, non ha ancora detto quanto pa­ga di pigione per il quartierino all’estero.

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Comuni del Trentino:
ALA, ALBIANO, ALDENO, AMBLAR, ANDALO, ARCO, AVIO, BASELGA DI PINE', BEDOLLO, BERSONE, BESENELLO, BEZZECCA, BIENO, BLEGGIO INFERIORE, BLEGGIO SUPERIORE, BOCENAGO, BOLBENO, BONDO, BONDONE, BORGO VALSUGANA, BOSENTINO, BREGUZZO, BRENTONICO, BRESIMO, BREZ, BRIONE, CADERZONE, CAGNO', CALAVINO, CALCERANICA AL LAGO, CALDES, CALDONAZZO, CALLIANO, CAMPODENNO, CANAL SAN BOVO, CANAZEI, CAPITELLO DI FASSA, CAPRIANA, CARANO, CARISOLO, CARZANO, CASTEL CONDINO, CASTELFONDO, CASTELLO MOLINA DI FIEMME, CASTELLO TESINO, CASTELNUOVO VALSUGANA, CAVALESE, CAVARENO, CAVEDAGO, CAVEDINE, CAVIZZANA, CEMBRA, CENTA SAN NICOLO', CIMEGO, CIMONE, CINTE TESINO, CIS, CIVEZZANO, CLES, CLOZ, COMMEZZADURA, CONCEI, CONDINO, COREDO, CROVIANA, CUNEVO, DAIANO, DAMBEL, DAONE, DARE', DENNO, DIMARO, DON, DORSINO, DRENA, DRO, FAEDO, FAI DELLA PAGANELLA, FAVER, FIAVE', FIERA DI PRIMIERO, FIEROZZO, FLAVON, FOLGARIA, FONDO, FORNACE, FRASSILONGO, GARNIGA, GIOVO, GIUSTINO, GRAUNO, GRIGNO, GRUMES, IMER, ISERA, IVANO FRACENA, LANDARO, LASINO, LAVARONE, LAVIS, LEVICO TERME, LISIGNAGO, LIVO, LOMASO, LONA-LASES, LUSERNA, MADONNA DI CAMPIGLIO, MALE', MALOSCO, MASSIMENO, MAZZIN, MEZZANA, MEZZANO, MEZZOCORONA, MEZZOLOMBARDO, MOENA, MOLINA DI LEDRO, MOLVENO, MONCLASSICO, MONTAGNE, MORI, NAGO TORBOLE, NANNO, NAVE SAN ROCCO, NOGAREDO, NOMI, NOVALEDO, OSANNA, OSPEDALETTO, PADERGNONE, PALU' DEL FERSINA, PANCHIA', PEIO, PELLIZZANO, PELUGO, PERGINE VALSUGANA, PIEVE DI BONO, PIEVE DI LEDRO, PIEVE TESINO, PINZOLO, POMAROLO, PONTE ARCHE - COMANO TERME, POZZA DI FASSA, PRASO, PREDAZZO, PREORE, PREZZO, RABBI, RAGOLI, REVO', RIVA DEL GARDA, ROMALLO, ROMENO, RONCEGNO, RONCHI VALSUGANA, RONCONE, RONZO CHINES, RONZONE, ROVERE' DELLA LUNA, ROVERETO, RUFFRE', RUMO, SAGRON MIS, SAMONE, SAN LORENZO IN BANALE, SAN MARTINO DI CASTROZZA, SAN MICHELE ALL'ADIGE, SANT'ORSOLA, SANZENO, SARNONICO, SCURELLE, SEGONZANO, SFRUZ, SIROR, SMARANO, SORAGA, SOVER, SPERA, SPIAZZO RENDENA, SPORMAGGIORE, SPORMINORE, STENICO, STORO, STREMBO, STRIGNO, TAIO, TASSULLO, TELVE, TELVE DI SOPRA, TENNA, TENNO, TERAGNOLO, TERLAGO, TERRES, TERSOLAS, TESERO, TIARNO DI SOPRA, TIARNO DI SOTTO, TIONE DI TRENTO, TON, TONADICO, TORCEGNO, TRAMBILENO, TRANSACQUA, TRENTO, TRES, TUENNO, VALDA, VALFLORIANA, VALLARSA, VARENA, VATTARO, VERMIGLIO, VERVO', VEZZANO, VIGNOLA FALESINA, VIGO DI FASSA, VIGO RENDENA, VIGOLO VATTARO, VILLA AGNEDO, VILLA LAGARINA, VILLA RENDENA, VOLANO, ZAMBANA, ZIANO DI FIEMME, ZUCLO,