
54° Anniversario della sciagura di Marcinelle (Belgio)
Anno VI articolo n.3689
Nella miniera "Bois du Casiez" morinno 262 minatori, tra questi il trentino Primo Leonardelli
Milano, 8 agosto 2010. - L’8 agosto 1956 - ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo - deve essere impresso nella memoria di tutti gli italiani.

Il sacrificio di 136 italiani costretti a cercare lavoro in terra straniera, assoggettandosi a pesantissime ed assurde condizioni di lavoro, rappresentano uno spaccato dell’Italia del dopoguerra fatta di miseria e difficoltà di ogni genere che, proprio grazie al sacrificio di tanti nostri connazionali emigrati in tutte le parti del mondo, è potuta risorgere economicamente e diventare una delle maggiori potenze industriali del mondo.
La tragedia di Marcinelle fa tornare alla memoria lo sfruttamento, le umiliazioni, le vessazioni di cui tanti nostri emigrati sono stati vittime ed il loro sacrificio - ha concluso Fatuzzo - deve essere considerato l’emblema del lavoro italiano nel mondo.
Claudio Taverna ha così commentato il 54°anniversario di quella terribile tragedia:"
Marcinelle resterà scolpita nel ricordo di tutti i lavoratori, non solo di quelli costretti all'estero per poter lavorare. Il minatore trentino Primo Leonardelli, nato a Pergine Valsugana il 1 gennaio 1920, fu uno dei 262 Caduti (di cui 136 italiani) che l'8 agosto 1956 a Bois du Casiez - Marcinelle Belgio persero la vita, soffocati dal grisù. Ebbi l'onore di partecipare, rappresentando il consiglio regionale e provinciale con i rispettivi gonfaloni, alla cerimonia del 40 anniversario della tragedia. Fu una giornata commovente ed una delle più significative del mio mandato istituzionale. Purtroppo anche oggi come allora si muore sul lavoro e non si fa mai abbastanza per prevenire simili sciagure!"
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"Buoni Vacanza", a spese dello Stato
Anno VI articolo n.3396
Iniziativa dal sapore propagandistico
Trento, 13 febbraio 2010. - A proposito dei "Buoni vacanza" il CRTCU di Trento ci invia il comunicato che volentieri pubblichiamo. Tuttavia, pensiamo che l'iniziativa del governo sia discutibile e che l'investimento di 5 milioni di euro ha più che altro il sapore di "trovata" propagandista.

In vacanza al mare o in montagna, un fine settimana in una delle città d’arte – il Governo, attraverso i “buoni vacanze”, vuole offrire questa possibilità anche alle famiglie con basso reddito. Il contributo dello Stato è soggetto a dei limiti, ma ciononostante potrebbe essere d’interesse per qualcuno.
I requisiti per beneficiare dei buoni vacanze sono i seguenti: non superare un certo reddito (reddito 2008 secondo 730, Unico o CUD), una meta di viaggio in Italia ma al di fuori del proprio comune di residenza. I buoni potranno essere riscossi presso esercizi convenzionati; questi esercizi, a loro volta, sono obbligati a concedere un ribasso sui prezzi praticati.
L’iniziativa è partita il 20.01.2010. In un primo momento lo Stato ha previsto 5 milioni di euro, da assegnare secondo il criterio “chi prima arriva …”. I buoni vanno riscossi entro il 30.06.2010; scaduto questo termine senza aver utilizzato i buoni si ha diritto a ricevere il rimborso della quota versata.
Il contributo può quindi variare fra il 20% e il 45%. I buoni vengono emessi in tagli da 5 e 20 euro, fino ad esaurimento scorte.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito dedicato
www.buonivacanze.it.
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Vertice Fao, solo turismo politico?
Anno VI articolo n.3279
Passerella di politici in viaggio "premio" a Roma
Trento, 20 novembre 2009. - Il direttore generale della FAO, Jacques DIOUF ha aperto questa mattina i lavori del vertice della Fao sulla sicurezza alimentare.

Non aspettiamo che ci siano le rivolte per il cibo, come quelle che nel 2007 e nel 2008 sono esplose in 22 paesi e hanno provocato morti e feriti minacciando la stabilità dei governi e la pace globale, per affrontare il dramma del miliardo di persone che, nell’era in cui viaggiamo sulla luna e nello spazio, soffrono la fame. È questo il monito e l’appello lanciato da DIOUF nel discorso di apertura, rinnovando l'auspicio che i leader venuti a Roma possano finalmente passare dalle promesse ad azioni “concrete”.
I numeri comunicati dal Ban KI-MOON (leader dell’ONU) sono da spavento: nel mondo sono un miliardo le persone che soffrono la fame, vale a dire una persona su sei, 105 milioni in più rispetto al 2008. Ogni 5 secondi che passano, un bambino muore di inedia. Nel 2050 saremo più di 9 miliardi di persone e servirà il 70% in più di cibo rispetto a quello che c’è ora a disposizione. In fin dei conti, basterebbero 44 miliardi di dollari all’anno per eliminare il problema della fame nel mondo. Questi dati fanno rabbrividire, se si pensa al tenore di vita che conduciamo, fatto di sprechi, egoismo, lamentele e piagnistei continui per sottolineare il nostro disagio che, paragonato a quello dei Paesi del 3°-4°-5° Mondo non tiene confronto e non ha nemmeno diritto di essere esternato.
Anche BENEDETTO XVI è intervenuto al summit con l’intento di spronare i potenti della Terra a fare qualcosa di reale, di concreto e a mettere in pratica quelli che fin’ora sono stati solo buoni propositi, auspicabili pensieri o idee utopistiche.
Il premier Silvio BERLUSCONI ha ribadito che durante il G8 de L’Aquila, 26 Paesi e 14 organizzazioni internazionali hanno promesso 20 miliardi di dollari per attuare piani nazionali di sicurezza alimentare nel mondo in via di sviluppo. Dove sono finiti questi soldi? Secondo il nostro punto di vista tutte queste false promesse vanno concretizzate: è facile parlare, ma quando si deve concludere i più si tirano indietro e si lavano da ogni responsabilità. E poi, siamo sicuri che questa ingente somma, verrà effettivamente destinata e impiegata dove il bisogno è reale e vero? O forse, come purtroppo, spesso accade, i soliti politicanti e dittatori dei Paesi beneficiari il provvedimento intascheranno i soldi? È necessario intensificare i controlli su questi flussi di denaro, affinché arrivino a destinazione nella loro interezza e servano davvero per placare una piaga (quella della fame) che da anni sta devastando gran parte del Mondo e che, nonostante i numerosi sforzi e investimenti, non ha l’intenzione di estinguersi. Le domande che sorgono spontanee sono diverse:
1) I soldi a favore e a sostegno degli affamati nel Mondo sono realmente stanziati o sono solo fandonie raccontate dai politici?
2) Queste somme arrivano nella loro interezza a destinazione o vengono intascate dai dittatori e addetti ai lavori per soddisfare i loro vizi?
3) Ci può essere sicurezza alimentare senza sicurezza climatica?
A parer nostro, è impossibile che dopo anni e anni di discussioni, di promesse fatte e mai mantenute e di buoni propositi, non si riesca a risolvere un problema così banale: basterebbero 44 miliardi di dollari all’anno (pari al 3% della spesa mondiale per armamenti) per eliminare il problema della fame nel mondo. Se, come dice BERLUSCONI, 20 miliardi di dollari sono già stati stanziati, cosa ci vuole a raddoppiare la cifra? È così difficile? Noi riteniamo di no! L’unico problema è la dispersione di queste somme di denaro che durante il loro tragitto verso i luoghi di vera necessità, sono usurpati e defraudati da politici e politicanti per i loro interessi personali.
Durante il vertice FAO di questa mattina a Roma, abbiamo potuto intravedere gente in aula che sbadigliava, che chiacchierava, che leggeva i giornali. Queste sono cose da pazzi, da denuncia! Alla fine questo vertice è una completa farsa: di indegna messa in scena! Una futile sfilata di personalità politiche su di un palco davanti agli occhi del Mondo, a recitare un copione trito e ritrito e alla fine del quale ci si può concedere una bella passeggiata per le vie dell’Antica Roma a fare shopping nei negozi più chic e a farsi fotografie innanzi ai monumenti. Che vergogna!
Chissà quanti soldi sono stati spesi per organizzare questo evento. Chissà quanti ne sono stati stanziati negli anni passati. Tutti soldi buttati al vento che potevano realmente essere destinati per fronteggiare il vero problema della fame. C’è davvero bisogno di fare un meeting per discutere di problemi di cui tutti siamo oramai al corrente? È necessario perdere del tempo in chiacchiere, dibattiti, discorsi e dichiarazioni per commentare la realtà dei fatti? Come fa un uomo come BERLUSCONI, al 70° posto nella classifica mondiale degli uomini più ricchi, a farsi portatore di un argomento come quello della fame? È come se un povero del 4° mondo ci volesse parlare delle sue ultime vacanze estive alle Hawaii! Da solo Bill GATES, col suo patrimonio, potrebbe risolvere questo problema, ma la realtà vera è che nessuno di questi ricconi è disposto realmente a spogliarsi dei propri lussi per ovviare alla grave incombenza: l’egoismo è alla base dell’uomo. Se non si parte con la voglia di rinunciare al nostro troppo per chi ha poco, non potremo mai risolvere un problema che da decenni affligge più di 1 miliardo di persone sulla Terra.
Damiano Milone
Esperienza&Futuro
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In Breve...
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