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UN INCIDENTE ASSURDO CI HA PORTATO VIA MAMMA CESARINA


Archivio: articolo n.827


Quanto dolore per Mamma Cesarina Vittima di un assurdo incidente Trento 18 maggio 2006.  Ricordiamo brevemente i fatti. Nei giorni scorsi, Cesarina Sottovia, Mamma del Villaggio del Fanciullo  Sos di Gocciadoro di Trento, a causa del cattivo funzionamento delle porte dell autobus n. 1 del trasporto urbano, venne scaraventata a terra, assieme ad altri passeggeri, dal mezzo pubblico.



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L impatto con l asfalto di via Grazioli  fu tremendo. Il colpo alla testa le causa un coma irreversibile e, dopo qualche giorno muore. Un nostro amico, Mauro Favero, già ospite del Villaggio del Fanciullo Sos, ci ha inviato la lettera spedita alla Trentino Servizi e la risposta del presidente della Società. Con l autorizzazione di Mauro, pubblichiamo il carteggio. Spett. Trentino Servizi,     io sono un ragazzo cresciuto al villaggio Sos di Trento e quindi conoscente della Sign.ra Sottovia Cesarina, che, per colpa di un malfunzionamento di un Vostro mezzo,  ha drammaticamente perso la vita. Tra le tante cose io in coscienza avrei osservato un giorno di lutto da parte Vostra, ma probabilmente insensibili a quanto accaduto avete preferito continuare come nulla fosse il servizio urbano ed extraurbano quotidiano. In ogni caso a parte questo preambolo, intendevo sottolineare che INVECE DI COLPEVOLIZZARE e INDAGARE un autista di esperienza trentennale (VOSTRO DIPENDENTE!!!!) che ha fatto limpossibile perchè si potesse fermare in sicurezza,  inoltre sconvolto e addolorato per quanto accaduto CONTROLLATE anche gli altri (vedi LINEA 12) che questo pomeriggio ( 15/05/2006) era alla guida del mezzo nella via principale di Ravina, mentre telefonava con il cellulare alla mano.  (Gli auricolari non esisono????) Aspettiamo unaltra grave disgrazia per prendere le dovute precauzioni? Perchè colpevolizzare autisti che non centrano quando altri fanno ciò che vogliono? (ascoltano la radio telefonano leggono il libretto delle fermate e altro ancora...il tutto mentre sono alla guida) Questo messaggio non Vi dice nulla? Avete risorsa umana sufficiente addetta al controllo degli autisti? Ma cosa pensate di fare con gli autisti che non osservano le norme di sicurezza? e cosa pensate di fare con i mezzi che non sono adeguatamente forniti di sistemi di sicurezza atti a non fare accadere cose di questo genere? Pensate forse che laumento della tariffa per la corsa serva solo a fare gasolio (metano - gpl)  e pulizia ai Vostri mezzi? La LEGGE 626 è solo per noi operai che lavoriamo in fabbrica? I mezzi obsoleti non vengono sostituiti? I mezzi che circolano con le porte aperte (visti più volte specie nella stagione calda) possono circolare in quelle condizioni? Ovvero sicurezza ZERO! Come Vi sentireste se al posto di Cesarina ci fosse stato un Vostro membro della famiglia? Cerchiamo di fare un "piccolo" esame di coscienza non andiamo a cercare di colpevolizzare un autista come Dellana e con trentanni di esperienza nel servizio pubblico, per non screditare la Vostra azienda. FATE IN MODO DI AGGIORNARE I VOSTRI BUS, CONTROLLATE I CONDUCENTI IN MODO ADEGUATO e poi pretendete linesorabile aumento del biglietto per la corsa! (Gentilmente mi piacerebbe avere anche una risposta alle domande che Vi ho posto.) Distinti saluti. Favero Mauro Risposta del presidente della Trentino Servizi Carissimo signor Favero, ho molto apprezzato il suo sfogo. Si avverte che viene dal cuore ? da un cuore profondamente ferito ? e che per questo merita ancor più tutto il nostro rispetto. La ringrazio per averci reso partecipe delle sue riflessioni e dei suoi numerosi interrogativi. Mi creda quando Le assicuro che i suoi pensieri sono anche i nostri e che è difficile non condividere, se non tutti i contenuti, almeno l?emozione con cui in questo modo Lei onora le memoria della sfortunata signora Sottovia. Trentino Trasporti sta vivendo ? tutta l?azienda, gliel?assicuro, dai vertici all?ultimo dei dipendenti ? giornate di grande tristezza. Quello che è accaduto non doveva accadere. Non è pensabile che una qualsiasi persona esca di casa una mattina, salga su un autobus e finisca con il perdere la vita. Non è accettabile, lo capisco perfettamente. Ma è proprio la normalità del contesto in cui è maturata la tragedia a rendere tutto ancora più, se possibile, beffardamente particolare. La morte della signora Sottovia è avvenuta perché è accaduto qualcosa di assolutamente straordinario in un contesto assolutamente normale e banale. Tragedie così, si è detto in queste ore, accadono una volta ogni trent?anni. Se ci rifacciamo alla storia dei trasporti in Trentino, possiamo anche dire una volta ogni secolo. E? questo, appunto, che deve indurci oggi a una riflessione, pur nella tragicità del momento, un po? più serena. Lei parla di malfunzionamento del mezzo. Su questo c?è un?indagine in corso, che stabilirà cosa è avvenuto realmente. Da quello che abbiamo potuto appurare fino ad oggi e dalla nostra esperienza credo che si possa parlare di una disgraziatissima fatalità. Quel mezzo, come tutti gli altri mezzi pubblici (e sottolineo, tutti) circolanti oggi  sulle strade e sulle ferrovie trentine, sono controllati periodicamente con grande severità, non solo dai nostri tecnici, ma anche da enti esterni, come ad esempio la Motorizzazione civile. Sono mezzi sicuri, su cui noi tutti (me compreso, che li utilizzo molto spesso) possiamo salire con grande tranquillità. Alla loro guida ci sono persone capaci ed esperte, come il signor Giorgio Dellana, che ha un?esperienza trentennale alle sue spalle. Proprio in questi ultimi anni, abbiamo proceduto a un rinnovamento del nostro parco mezzi: quelli che oggi circolano in Trentino sono tutti mediamente nuovi e dotati di sistemi di sicurezza analoghi, se non a volte migliori, di quelli in funzione in altre regioni italiane o europee. Senza aumentare le tariffe, che infatti negli ultimi anni ? come Lei saprà, se utilizza i nostri mezzi ? sono rimaste invariate, fra le più basse d?Italia. Forse è possibile che tragedie come quella accaduta a Trento possano essere evitate grazie a qualche altro ritrovato della moderna tecnologia:  e infatti Le assicuro che siamo costantemente impegnati, non da oggi ma da sempre, a migliorare gli standard di qualità e di sicurezza dei nostri mezzi. Anzi, La invito cordialmente, se lo desidera, a venirci a trovare un giorno per rendersi conto personalmente del grande impegno che noi tutti dedichiamo a questo. Sarà mio graditissimo e personale ospite. E? inutile qui che Le ricordi che siamo un?azienda monitorata da una certificazione di qualità, assegnataci da un imparziale ente europeo. Se verrà nella nostra azienda, Le faremo toccare con mano il nostro lavoro. Detto questo, è chiaro che non possiamo né vogliamo eludere i problemi. Se, come Lei ci segnala, qualche autista non dedica al suo lavoro la dovuta attenzione, saranno presi provvedimenti seri e rigorosi. D?altra parte, è proprio grazie alla segnalazione e alla collaborazione dei cittadini che possiamo risolvere tempestivamente eventuali situazioni critiche. Su una cosa tengo molto a soffermarmi in chiusura: la nostra azienda ha un?anima. Magari non riusciamo sempre a trasmetterlo con efficacia all?esterno, ma è così. E quell?anima oggi piange la scomparsa di una persona buona e amata. Lei ci accusa di non aver saputo interpretare il dolore di una comunità, magari sospendendo il servizio in segno di lutto. E? vero, sarebbe stato un gesto eclatante: ma avremmo causato un grave disagio per tutta la comunità, per quelle migliaia di persone che ogni giorno usano i nostri mezzi per lavoro, per studio, per necessità a volte anche importanti Non è con un disservizio, pur generato da una causa nobile, che si commemora la scomparsa di una persona laboriosa come la signora Sottovia, bensì lavorando, anzi moltiplicando i nostri sforzi per migliorare quel servizio. E? quello che abbiamo fatto. Manifestando dietro le quinte, senza clamori e lontani dalla grancassa mediatica, tutta la nostra umana vicinanza alla famiglia Sottovia e al Villaggio SOS di Trento. La prego di accettare il mio personale abbraccio e di portare un saluto affettuoso a tutti gli amici di Cesarina.   Vanni Ceola



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